
Da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre, in occasione dell'Open Factory all'interno del programma di Paratissima 2025, l'artista Marison Ray ha aperto per la prima volta al pubblico lo studio dove dipinge.
In esposizione parte della sua collezione di tele (2x2m) e le opere monumentali Vertigine (8x7m) e l'inedita Le nozze (10x6m).
Tra i molti fabbricati che costellano la zona industriale di Moncalieri ce n'è uno che si distingue non per l'apparenza ma per ciò che si produce al suo interno: una vera e propria factory creativa in cui ci si dedica a dipingere, a realizzare grandi tele e opere monumentali, a riappropriarsi della matericità della creazione artistica.
È il posto che Marison Ray ha scelto come “Fabbrica d'Arte”.
Marison Ray inizia la propria carriera come interior designer - unica donna del team - presso il celebre centro stile ItalDesign, fondato da Giorgetto Giugiaro. Gli anni trascorsi in questa fucina creativa le permettono di sviluppare una propria visione artistica e, al contempo, di crescere professionalmente: inizia ad approfondire la propria ricerca pittorica, realizzando le prime tele, mentre la carriera nel centro stile la porta a diventare responsabile della linea di abbigliamento del marchio Giugiaro Uomo, prodotta in Giappone, occupandosi anche del settore moda. Nel 1995 decide di assecondare la propria vena artistica e inizia a viaggiare, accumulando esperienze e suggestioni. Ritorna poi a Torino e nel 2006 debutta con la prima mostra personale a Venezia, presso il Museo della Scuola d'Arte dei Tiraoro e Battioro. È solo la prima di una lunga serie di esposizioni personali e collettive che si succedono fino a oggi, tra le quali si segnalano la grande mostra personale intitolata Respiro del colore curata da Alessandro Vezzosi nel 2021 presso la Fondazione Stelline di Milano e la presentazione nel 2022 della grande tela site-specific (7,6x7 m) intitolata Vertigine, ispirata al Giudizio Universale di Michelangelo, presso la Sala dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Il lavoro di Marison Ray procede nel solco tracciato dalla ricerca pittorica e cromatica del postimpressionismo, contaminandosi con l'espressionismo astratto del secondo dopoguerra. Un approccio postmoderno che recupera la manualità e pone in primo piano la soggettività dell'artista, che di fatto la colloca nella transavanguardia: continuamente a cavallo tra la dimensione figurativa e quella astratta, la sua ricerca vede nel colore e nella matericità il proprio baricentro.
In occasione dell'Open Factory all'interno del programma di Paratissima, Marison Ray ha aperto per la prima volta lo studio dove dipinge e lavora, esponendo la monumentale Vertigine (8x7m), parte della sua collezione di tele (2x2m) e soprattutto - in anteprima assoluta - l'inedita Le nozze (10x6m), tributo a Paolo Veronese.