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18/04/2017Mucho Gusto
 
23 e 25 Aprile 2017
 
MORIMONDO CELEBRA L'ORO BIANCO CON LA FESTA DEL LATTE
 
Una due giorni all'ombra dell'abbazia romanica dedicata al latte ed ai suoi derivati con laboratori, degustazioni e curiosità
 
Laboratori di fabbricazione del formaggio e del gelato, passeggiate ecologiche, dimostrazioni, degustazioni di “oro bianco” e poi eccellenze enogastronomiche del Pavese, della Lomellina, dell'Oltrepo: questo e tanto altro in una due giorni dedicata al latte ed ai suoi derivati, capace di fare felici le papille gustative di grandi e piccini. Dove? A Morimondo, città slow e borgo del circuito “Borghi più belli d'Italia”, sede dell'omonima abbastanza romanica alle porte di Milano; cittadina che anche quest'anno ospiterà la Festa del Latte nelle giornate di domenica 23 e martedì 25 Aprile. Tra i protagonisti dell'evento anche il MEC - farmers' market della Certosa di Pavia in trasferta alle porte di Milano con le eccellenze enogastronomiche di Oltrepò, Lomellina e del Pavese.

La Pro Loco di Morimondo propone un tuffo nel passato con laboratori del gusto e dimostrazioni che ci svelano come si preparano il formaggio ed il gelato: alle 11 sia domenica che martedì laboratori per i più piccoli per scoprire i segreti che stanno dietro ad un buon gelato. I bambini saranno ancora protagonisti nel pomeriggio di domenica 23 Aprile: a loro è rivolto un laboratorio di produzione del formaggio. Completano il programma di domenica l'esibizione della Banda dei Pompieri di Magenta alle 15,30 e l'inaugurazione del monumento ligneo di Gaston Mollard “Le Pergamene di Morimondo”.

A partire dalle 10 in Corte dei Cistercensi e nelle vie del paese per tutti e due i giorni mercatino degli hobbisti e le bancarelle dei produttori di eccellenze enogastronomiche del Mercatino Enogastronomico della Certosa di Pavia con il loro ricco catalogo di tipicità a filiera corta: funghi, riso del Pavese, succhi di frutta e salse, confetture e composte, specialità casearie di latte vaccino e per quanti tengono d'occhio il tasso di colesterolo, anche di pecora e capra del vicino Monferrato. Non mancheranno latte d'asina, Varzi DOP (prodotto con l'utilizzo del filetto che è la parte più pregiata del maiale) e salame d'oca di Mortara IGP, pregiata produzione lomellina. Lomellina ancora protagonista tra i banchi del MEC con i prosciutti ed il paté di fegato d'oca. E ancora vini, distillati, grappe, digestivi, liquori e creme per torte e gelati. Per i golosi del dolce le caratteristiche e pluripremiate offelle di Parona. E olio dalla Liguria. Nel paniere di eccellenze del MEC, il pane di Marco Bernini, panificatore alchimista di Pozzol Groppo (Al) che crea pani integrali semplici o con cereali (italiani) di segale, farro, grano del faraone. E per la sezione non food cosmetici e prodotti per l'igiene personale a base di latte d'asina. Il latte d'asina, infatti contribuisce a idratare, nutrire e lenire qualsiasi tipo di pelle anche con tendenze allergiche.
La Corte dei Cistercensi sarà anche il luogo dove sia domenica che martedì gli organizzatori hanno dislocato i punti di ristoro con specialità gastronomiche lombarde: Polenta e Gorgonzola, Risotto con Salsiccia e Salsicce alla Griglia.

Nel programma della Festa del Latte domenica 23 Aprile anche una camminata di quasi due chilometri che dalla Corte dei Cistercensi porterà a Cascina Fiorentina, sede di un antico caseificio raramente aperto al pubblico. Un percorso suggestivo che partirà alle 14 che offrirà ai partecipanti la possibilità di visitare una cascina quattrocentesca realtà storica importante per Morimondo in quanto costruita dai monaci arrivati da Settimo Fiorentino. Martedì 25 Aprile sempre alla stessa ora gli organizzatori hanno previsto una camminata ai fontanili con partenza dalla Corte dei Cistercensi accompagnati da una guida naturalistica.

Martedì 25 Aprile alle 15,45 è tempo di Corteo delle Autorità per la Festa della Liberazione. E alle 16 in Corte dei Cistercensi laboratorio di Produzione del Formaggio in presenza dei Cavalieri dell'Accademia di San Giorgio di Abbiategrasso.

La Festa del Latte, è un evento che nasce da una tradizione antichissima. Secondo il calendario ambrosiano, il 23 Aprile si celebra San Giorgio, patrono dei lattai: mandriani e venditori al dettaglio proprio in questo giorno dell'anno usavano firmare i contratti di fornitura del latte. La storia ci racconta poi di un'altra tradizione: i contraenti festeggiavano l'accordo “dolcemente”, con del pan de mej ai fiori di sambuco (che sembra sboccino proprio in questo periodo dell'anno) appositamente preparato per l'occasione e accompagnato da panna liquida che i lattai regalavano ai propri clienti.

L'Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre (da "mora", parola della bassa latinità = palude). La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il
disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l'austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l'opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L'esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi
romanico-lombardi. La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui
fianchi. L'interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all'intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522. Si compone di 70 stalli divisi in 2 ordini; negli scranni sono raffigurati motivi simbolici. Sul fianco destro della chiesa si apre il chiostro, dove affacciano le varie parti del monastero, più volte riprese e rimaneggiate nel tempo. Il lato est è il più antico, con la sala capitolare, il sovrastante dormitorio, il "parloir" e la "sala di lavoro" dei monaci. Sul lato sud si affacciano il "calefactorium" (unico locale riscaldato) e il refettorio. L'ala dei conversi, lato ovest, è quella che ha subito maggiori trasformazioni.
 

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